miércoles, 25 de marzo de 2009

Monocle, Kindle e altre alternative alla stampa tradizionale


Negli ultimi anni abbiamo visto come le nuove tecnologie arrivano nel mondo del giornalismo. Si pensava agli stessi risultati quando sono arrivate la radio o la TV. Si parlaba delle fine del giornalismo come fino ad oggi lo abbiamo conosciuto. Internet ha ferito di morte al giornalismo tale e come lo conosciamo. Ogni giorno possiamo vedere tutti come in i paesi sviluppati sono perdendo il giornale tradizionale ma anche possiamo trovare le alternative che i giornalisti e tutti gli imprenditori delle aziende della comunicazione sviluppano.

Un buon esempio di questo che parlavamo è Kindle, il lettore di ibooks creato per Amazon e adattato per leggere il giornale in lo stesso schermo. Si tratta di un progetto in via di sviluppo ma i risultati in gli ultimi anni sono gradevoli per l’azienda.

Altre azioni delle aziende giornalistiche per seguire la carriera del nuovo secolo XXI è la creazione della rivista “Monocle”. Questa risponde a due domande importanti della nuova età che viviamo: Risponde alle nuove tecnologie e all’importante demanda del finanziamento giornalistico. Monocle fa un giornalismo di qualità, che si deve pagare sì se vuole sfruttare, pero anche ha il suo metodo particolare di sopravvivere: La sua marca propria di prodotti. Una rivista mensile che ha saputo rispondere con efficienza ai primi interroganti dal nuovo secolo.

Anche la figura del cittadino giornalista ha slegato polemiche. Si tratta del cittadino che collabora col giornalismo attraverso la Rete. Uno dei casi più suonati è quello del New Assigment. Una forma di giornalismo participativo che si sostenta nella teoria che il totale è qualcosa più che la somma delle parti e nella teoria delle open sources.

Pero in queste momento, quando il nuovo giornalismo non ha finito di arrivare e il vecchio ché ancora, grazie all'attuale crisi finanziaria che ha battuto ai giornali dove più danno poteva farloro: Nelle entrate della pubblicità, il suo mezzo di finanziamento dall'arrivo della televisione a tutte le case, vediamo il problema. Parliamo della supervicencia del periodica scritto.

Non possiamo rischiare se realmente la stampa scritta sparirà o no. Comme dicemmo bene all'inizio di questa entrata, quando la televisione o la radio irruppero nella scena mediatica, si vaticinò anche la sua fine. Della capacità del mezzo di reinventarsi ed adattarsi dipenderà in larga misura il suo futuro. Magari l'opzione più logica è la sua conversione ha mezzo specializzato, di elite, e non di masse, come l'abbiamo conosciuto noi fino ad oggi.

martes, 17 de marzo de 2009

Obama non legge blogs


L'ultimo in parlare dell'attualità dei blogs e la sua rilevanza nella politica è stata il fiammante presidente americano: Barack Obama. Era conosciutaa l'aiuto ricevuto per l'inquilino della Casa Bianca per raggiungere la presidenza, il problema è sorto a causa di un'intervista concessa al New York Times.

Obama ha dichiarato che i blogs sonosemplicistici e fuorvianti”, egli quale ha slegato un'onda di excepticismo sul presidente nordamericano per per tutto l'appoggio che ha ricevuto dei bloggers.
I mezzi di comunicazione si sono fatti eco delle parole di Obama e hanno registrato il malessere generale esistente nel Web.

Le parole di Obama hanno potuto ferire la sensibilità di alcuni, ma non possiamo rimproverare la sua sincerità. Forse criticare il fatto che l'uomo più poderoso del mondo sia altrui ad una realtà che ha dimostrato essere una chiave importante nella sua corsa elettorale, un mezzo con un futuro promettente che non dovrebbe essere sottovalutato alla leggera.

Ora sorgono le critiche contro il presidente. La destra l'accusa di avere censurato la sua pagina di wikipedia. Obama ha lanciato una pietra credendo che non danneggerebbe nessuno, ma non ha saputo calcolare la distanza ed ora deve sopportare quello che gli verrà sopra. Sicuro che può farlo, è l'uomo più potente del mondo.

Sentenza contro il nuevo media



La recente sentenza della Cassazione ha stabilito come i blog e tutti gli strumenti del web 2.0 diffondono e divulgano non possano godere delle garanzie riservate alle testate registrate in materia di tutela del diritto all’informazione. E queste un duro colpo per gli nuovi mezzi di comunicazione. Questa sentenza proviene motivata di un messagio lasciato su un forum di discussione. Come sempre che si vulnerano qualcuna opinione, gli mezzi di comunicacione iniziano a divulgare la notizia, e la comunità blogger a iniziato a scrivere dalle trincee.

Chiama la nostra atenzione il blog di Marcelo Foa dove, un reconoscuto giornalista di destra, ha scritto cosi: “Chi stabilisce cos’è il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni scomode?”. Qui troviamo il classico incubo giornalistico-giuridico de dove iniziano le competenze di uno e finisce l`altro.

Anche possimao trovare sul blog “La pseudo-liberta di stampa”, fatto per un studente di giornalismo della universita di Urbino, una visione diversa della normale sul tema della libertà di stampa parlando di giornalisti e la intimidazione che sufronno tanti bloggers. Informazione che non si debe omettere.

Veramente, la liberta di stampa è un tema che mai è uscito per tanto tempo degli giornali. Questa ultima notizia puo essere un precedente, non sapiamo si veramente pericoloso o solo è una delle tante decisione absurde che si trovano in gli tribunali ogni giorni. Ma è certo che la tonalità della censura scivola sui nuovi mass-media che trovano nella rete il loro alleato. La guerra è cambiato della scena ma è nelle mani di tutto l'ottenere quella riservatezza che la rete, entro la relativa vita corta, non ancora gode.