miércoles, 29 de abril de 2009

La democrazia non funziona in facebook


La prima votazione democratica di utenti di Facebook ottiene cifre ridicole: Dei 200 milioni di utenti che la rete sociale più grande del pianeta ha, solamente un 0,3 percento ha votato nella prima consultazione ufficiale del fenomeno di questo nuovo secolo. Si tratta anche del primo segno democratico dell'impresa on-line che cercava una partecipazione del 30 percento per dichiarare i risultati come vincolanti.

In seguito alle proteste dello scorso febbraio, il fondatore Mark Zuckerberg, ha avvuto l'idea di coinvolgere gli utenti nelle decisioni degli amministratori del sito. Cosí, e per aprire la strada democratica, gli utenti potevano inviare commenti e proposte anzichè votare. L'annuncio dell'inizio del referendum è stato dato il 16 aprile dallo stesso Zuckenberg che, attraverso il blog ufficiale, ha presentato la nuova sezione del sito dedicata alla governance, dove anche è possibile leggere i documenti o votare.

SecondoTed Ullyot, direttore della rete sociale, parte della colpa dello scarso numero di elettori si deve alla novità della misura. "Speravamo di avere una maggiore partecipazione in questo voto inaugurale, ma è importante ricordare che la consultazione era nuova per l`utenti così come l'era per Facebook."

Le prime critiche sono in arrivo quando l'associazione Privacy International ha definito il voto una “truffacausa del quorum richiesto e non mancano i blog di settore che appoggiano questo punto di vista.

viernes, 24 de abril de 2009

I genitori di Internet


Alcuni giorni fa ha avuto luogo a Madrid una conferenza di Tim Berners e Vinton Cerf, i chiamate "genitori di Internet." Tra altri temi, ambedue hanno parlato del futuro dei mezzi di comunicazione, non in vano la conferenza era organizzata per uno dei più prestigiosi mezzi del paese, della sicurezza di Internet o del passato, presente e futuro di un mezzo che, dobbiamo ricordare, porta ancora poco tempo con noi, nonostante si sia trasformato in un attrezzo imprescindibile nelle nostre vite.

Segnalava Berners che una delle principali sfide dei mezzi di comunicazione nel futuro, rispetto alla competizione che suppone Internet ed ai presagi più pessimistici che predicono la sparizione della stampa scritta, sarà quello di inventare nuove forme di offrire le notizie. "La gente è abituata a pagare per quello che stimano, e bisogna trovare maniere di convincerli che lo facciano per ottenere la migliore informazione nel Web", pensa Berners-legge. 

Sottolineò anche l'imperfezione degli attuali cercatori di Internet, e lasciò costanza dell'importanza del Web Semantica che egli stesso promuove, per riuscire in un futuro a trovare il massimo rendimento alla Rete. L'obiettivo, secondo il suo proprio creatore, è quello di "potere ordinare tutto il caos di informazione" che circola giornalmente e che trasforma le ricerche di informazione concreta in una vera Odissea per gli utenti.

Ambedue risentono molto orgogliosi del suo creatura ciberespacial a 20 anni di vita, ma riconoscono che gli rimane ancora molto fino a maturare e sviluppare tutto il suo potenziale. In quanto all'incerto futuro di questo mezzo, nonostante rimane molto di capire:  "il fatto che abbiamo progettato qualcosa non significa che lo comprendiamo ancora."

lunes, 13 de abril de 2009

Problemi in Google?


Tutti sapiamo in quale momento attraversano i commerci di Internet questi giorni. Nonostante non esiste un sistema di finanziamento chiaro, eloquente, produttivo. Perfino il magante della Rete trova problemi nel momento di raggiungere benefici con una delle sue navi insegne: Solo il mantenimento di You Tube costerà a Google questo anno perdite che ascendono fino ai 356 milioni di euro.

Sembra che il magante di Internet non attraversi il migliore momento. Negli ultimi mesi abbiamo ascoltato notizie, dichiarazioni, studi, che segnalano direttamente ai problemi di solvenza della compagnia ed alle liti per invasione di contenuti che il colosso di Internet veniva realizzando impunemente fino al momento. Secondo i calcoli realizzati per la firma Credit Suisse, YouTube non riesce a coprire neanche con le sue entrate pubblicitarie quello che paga a titolo di royalties, 191 milioni.

La posizione della compagnia continua ad essere la stessa che anni dietro: Essi realizzano la commissione di intermediari tra il pubblico e le emittenti di contenuto audiovisivo, col fine di offrirloro un mercato immenso che altrimenti non avrebbero. Nonostante, i generatori di contenuti in Internet cominciano a stancarsi della situazione.

Recentemente, un tribunale belga accettò una denuncia contro Google per la violazione della proprietà intellettuale di un diario belga. Questo duro colpo non sembra essere l'unico che riceva l'impresa, perché i lamenti arrivano di differenti fronti e tutto fa pensare che molti si rifugieranno a questa misura, come l'impresa France-Presse o il proprio Rupert Murdoch e l'agenzia Associated Press.

Per finire ricordiamo le parole di Robert Thomson, il capo editore dil Wall Street Journal: "There is no doubt that certain websites are best described as parasites or tech tapeworms in the intestines of the internet"

Supporrà questo l'inizio della perdita di potere di Google?

miércoles, 1 de abril de 2009

Parlando di censura...


Alcuni giorni fa abbiamo assistito alla sentenza della Cassazione circa la libertà di espressione dentro i blogs. La notizia è andata di attualità quando se ha conosciutto la censura realizzata per il "New York Magazine" a quello post di uno dei sui blog.

Questo faceva riferimento al culo dalla donna del nuovo presidente statunitense: Michelle Obama. La censura non è arrivata da nessun organismo giudiziale, ma è stato il proprio mezzo, per paura di rappresaglie o una domanda, chi ha ritirato immediatamente il contenuto, con l'intenzione di rispondere con efficienza alla nuova realtà che si vive oggigiorno tra libertà di espressione e mezzi on-line. Benché neanche mi spieghi perché si preoccupano tanto; Alla fine, Obama non legge blog.

Per se fosse poco, le relazioni pubbliche del New York Post, Lauren Starke, ha argomentato che la ritirata di quello post era logico, per che il suo contenuto risultaba inappropriato. Ed il proprio giornale, nella sua versione On-line, ha lanciato un'inchiesta per sondare il suo pubblico su se considera o no la ritirata del materiale legittimo. Per il momento vince il sì.

I giornali del mondo


Come sapere quale è, secondo "The Times", o il "The Jerusalem Post", la notizia più importante del giorno. Quella che occupa quasi tutta la facciata, è accompagnata per una fotografia, od occupa più colonne che il resto di avvenimenti di un giorno concreto.

Per realizzare un compito come questo, dovresti cercare le direzioni di ognuno dei giornali nei quali fosse interessati e conservarli per future consultazioni. Nonostante, esiste un modo più semplice di avere le principali facciate del mondo del giornalismo. Alla portata in un solo clic. Si chiama Kiosko.net.

Troviamo in primo luogo le facciate dei princiali periodici del mondo. Benché possiamo trovare ad altri cercando per categorie il mezzo di comunicazione scritto nel quale siamo interessati. Il portone offre le unioni dirette ad ogni giornale. Una distribuzione per contenuti o paesi, facile da capire e senza i tipici links che disturbano durante la lettura. Inoltre, possiamo trovare anche la formula per osservare come sono stati le facciate degli ultimi sette giorni in qualunque giornale del mondo intero.

Non si tratta di un'applicazione che emerga per la sua brillantezza o la sua dinamica complessa e strapiena di opzioni, nonostante, kiosko.net, offre una varietà interessante nel momento di realizzare lavori di investigazione, o di saziare una curiosità nel momento opportuno senza richiedere troppo sforzo per la nostra parte.

Monocle, Eureka?



Contraddicendo la tendenza attuale di finanziamento dei commerci in Internet, Monocle, la recente rivista di pagamento che circola attualmente per il mondo, sembra avere scoperto a formula di finanziamento che Internet non è capace di offrire al resto di medie imprese.

Nel blog di Danno Hill (City Sound) troviamo un articolo circa la metodologia seguita per questa impresa per trovare un modo di finanziamento al margine della pubblicità: La risposta non è semplice; Monocle ha cambiato il modo mettere a fuoco il commercio fino al punto di, seguendo il contrario dei modelli stabiliti, riuscire un successo più che accettabile. Oltre ad un modello che molte imprese On-line cercavano da anni.

In primo luogo richiama l'attenzione la relazione tra la rivista in carta ed Internet. Entrambe sono riusciti trasmettere il senso della rivista: Buoni giornalisti e grandi foto. Un formato attraente. Inoltre, il fatto di godere della rivista suppone potere farlo anche attraverso Internet, per quello che circonda all'impresa è un'aura di intimità, di gruppo scelto.

Sul Web, i links coi che viaggiare ad estensioni dell'informazione originale, non abbondano, e è che un'altra dei pilastri della filosofia sulla quale si sostenta questa impresa è la non contribuzione alla immensa informazione che accampa oggigiorno in tutti i posti Web del mondo. L'azienda non tenta di disturbare al cliente sovraccaricandolo di informazione.

Il design attraente, la conoscenza del cliente cerca l'esclusività di quello che sta leggendo, la qualità della informazione, un formato attraente ed dinamico. L'eccellente relazione tra il servizio Web e lo scritto, e la meticolosità con le quali curano la rivista, converte a Monocle in uno dei progetti più interessanti del nuovo millennio recentemente iniziato.

E non stiamo parlando per parlare. Davanti all'attuale problema di finanziamento in Internet che trovano la maggioranza delle imprese, Monocle è stato capace di attrarre forse un pubblico fedele, elitario, ma di pagamento che è rimasto soddisfatto col prodotto ed i vantaggi che questo implica.
De gustibus non est disputandum.