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martes, 16 de junio de 2009

You tube cerca rendimento


Come avviamo annunciato da poco, il sito più famoso di videi in Internet non risultava redditizio per i suoi padroni. È per quel motivo che Youtube prova nuovi formati pubblicitari per cercare di capitalizzare la sua offerta. Il popolare posto di archivi audiovisivi propone in determinati casi all'internauta che scelga tra vedere un annuncio intero prima di contemplare la videocassetta selezionata o vari, più brevi, durante la sua emissione, come informa il posto francese E24.

Ieri la prova iniziata si annuncia nel blog della compagnia come un sistema che permette all'internauta di controllare la forma in cui dovrà consumare la pubblicità. Phil Farhi, uno dei responsabili di prodotto della compagnia, afferma che Youtube sta provando distinte opzioni per determinare i migliori formati pubblicitari. La prova si realizza su una "percentuale debole" di videocassette. La prova si sta realizzando su una piccola percentuale delle videi. Youtube fu acquisito per Google tre anni fa e ancora non riesce a trovare il modo di capitalizzare il sito.

lunes, 13 de abril de 2009

Problemi in Google?


Tutti sapiamo in quale momento attraversano i commerci di Internet questi giorni. Nonostante non esiste un sistema di finanziamento chiaro, eloquente, produttivo. Perfino il magante della Rete trova problemi nel momento di raggiungere benefici con una delle sue navi insegne: Solo il mantenimento di You Tube costerà a Google questo anno perdite che ascendono fino ai 356 milioni di euro.

Sembra che il magante di Internet non attraversi il migliore momento. Negli ultimi mesi abbiamo ascoltato notizie, dichiarazioni, studi, che segnalano direttamente ai problemi di solvenza della compagnia ed alle liti per invasione di contenuti che il colosso di Internet veniva realizzando impunemente fino al momento. Secondo i calcoli realizzati per la firma Credit Suisse, YouTube non riesce a coprire neanche con le sue entrate pubblicitarie quello che paga a titolo di royalties, 191 milioni.

La posizione della compagnia continua ad essere la stessa che anni dietro: Essi realizzano la commissione di intermediari tra il pubblico e le emittenti di contenuto audiovisivo, col fine di offrirloro un mercato immenso che altrimenti non avrebbero. Nonostante, i generatori di contenuti in Internet cominciano a stancarsi della situazione.

Recentemente, un tribunale belga accettò una denuncia contro Google per la violazione della proprietà intellettuale di un diario belga. Questo duro colpo non sembra essere l'unico che riceva l'impresa, perché i lamenti arrivano di differenti fronti e tutto fa pensare che molti si rifugieranno a questa misura, come l'impresa France-Presse o il proprio Rupert Murdoch e l'agenzia Associated Press.

Per finire ricordiamo le parole di Robert Thomson, il capo editore dil Wall Street Journal: "There is no doubt that certain websites are best described as parasites or tech tapeworms in the intestines of the internet"

Supporrà questo l'inizio della perdita di potere di Google?