
Alcuni giorni fa abbiamo assistito alla sentenza della Cassazione circa la libertà di espressione dentro i blogs. La notizia è andata di attualità quando se ha conosciutto la censura realizzata per il "New York Magazine" a quello post di uno dei sui blog.
Questo faceva riferimento al culo dalla donna del nuovo presidente statunitense: Michelle Obama. La censura non è arrivata da nessun organismo giudiziale, ma è stato il proprio mezzo, per paura di rappresaglie o una domanda, chi ha ritirato immediatamente il contenuto, con l'intenzione di rispondere con efficienza alla nuova realtà che si vive oggigiorno tra libertà di espressione e mezzi on-line. Benché neanche mi spieghi perché si preoccupano tanto; Alla fine, Obama non legge blog.
Per se fosse poco, le relazioni pubbliche del New York Post, Lauren Starke, ha argomentato che la ritirata di quello post era logico, per che il suo contenuto risultaba inappropriato. Ed il proprio giornale, nella sua versione On-line, ha lanciato un'inchiesta per sondare il suo pubblico su se considera o no la ritirata del materiale legittimo. Per il momento vince il sì.

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